Ti racconto il mio parto #2

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Ciao, ti racconto il mio nascere madre.
28 dicembre 2014, h04.30 iniziano le prime contrazioni, quelle vere che anche se non hai mai provato le sai riconoscere. Inizio a dondolarmi a letto, mi alzo mi preparo una tisana che non ho mai bevuto, mi rimetto a letto, mi rialzo, cammino, vorrei farmi una doccia tra una contrazione e l’altra, non riesco. Nel buio della nostra casa di giovane coppia mio marito sta lì in silenzio, ogni tanto mi accarezza le spalle e poi decidiamo di andare in ospedale. Alle 9.00 ci mettiamo in macchina, il tragitto sembrava infinito e alle 9.20 arriviamo, saliamo al secondo piano, al pronto soccorso ginecologico, rimango in attesa fino alle 12.30 io e lui ed il nostro bambino in una stanza di fronte all’ambulatorio aspettando di ricevere una visita che mi dicesse “signora lei è in travaglio “.

Finalmente una datata ginecologa mi visita ” bene è a due centimetri e mezzo (manco avesse un calibro) andiamo in sala travaglio. “Percorriamo il corridoio e arriviamo in una stanza (quella dove avrei dovuto partorire) gialla con un bel letto da parto al centro! Un’ostetrica dalla dubbia gentilezza mi lega due fasce al pancione con tanti fili e mi dice “torno subito”. Il suo subito sono state 3 ore! Immobile attaccata a quei fili. Alle 16 arriva la seconda visita interna “signora il suo travaglio si è bloccato (i miei dolori dicevano il contrario) dobbiamo indurre!” syntocinon e parto analgesia, il travaglio perfetto. “Ma io ho sete e avrei anche un discreto languorino (l’ultimo pasto risale alle cena del 27)” e la mia nuova ostetrica, perché nel frattempo c’era stato il cambio turno, ” basta lamentarsi non si mangia e non si beve perché se deve fare un cesareo…” vabbó mi tengo la mia fame e la mia sete e finalmente mi dicono “Dai è ora di spingere”! Spingere cosa? Ah sì, il bambino me ne ero dimenticata… “Allora signora appena sente la contrazione deve spingere, si tenga forte alle maniglie e metta i piedi su queste staffe.”

Dopo tre ore di spinte a comando, un’episiotomia paramediana, una ginecologa dal peso stimato di 70 kg adagiata con grazia sulla pancia, fa due applicazioni di ventosa e così è nato alle 03.28 del 29/12/14 un meraviglioso maschietto con uno splendido parto NATURALE. Allattamento si avvia senza grossi problemi, qualche ragade che si rimargina subito grazie ai preziosi consigli di una nonna, e la mattina del 31 veniamo dimessi! Che bello passeremo il capodanno a casa! Lì inizia il mio tormento. Febbre alta, altissima, vomiti, inappetenza, non riuscivo né a mangiare né a bere, dolori lancinanti alla schiena. Raccontavo tantissime bugie ai miei cari per paura che mi portassero in ospedale e che mi separassero da mio cucciolo.

La mattina del 5 gennaio mio marito chiamò l’ospedale e disse della febbre e dei vomiti ed il medico di guardia disse di portarmi immediatamente. Feci la prima visita e rifiutai il ricovero perché mi dissero che il bambino non poteva rimanere, ma come si può solo immaginare ad una puerpera nel pieno di una montata lattea togliete il bambino?? Il giorno dopo visto che stavo sempre peggio mi caricò di peso in macchina con il nostro bambino e mi portò nuovamente sperando di trovare un medico più umano! La ginecologa che mi ricoverò mi diede una stanza singola permettendo ad una persona di stare con me e di occuparsi del bambino che mi veniva dato solo per allattarlo. Avevano DIMENTICATO un pezzetto di placenta ed il mio malessere era semplicemente una setticemia. Dopo premurose cure RESUSCITAI e finalmente tornai a casa a godermi il mio bimbo.

A settembre 2016 scoprii di aspettare il mio secondogenito… e niente, il 6 giugno 2017 alle 6 del mattino iniziarono le doglie, era tutto pronto per un parto in acqua, le ostetriche mi aspettavano per il primo parto in quella struttura… e stanno ancora aspettando! La piccola è nata alle 14.10 con un meraviglioso parto assistito dalla mia meravigliosa e giovane ostetrica, con le luci soffuse, il silenzio ed i miei cari con gli occhi pieni di amore che aspettavano di sentire il pianto di gioia! La mia piccolissima bambina è nata nel calore della nostra casa… nessuna episiotomia e nessuna lacerazione, non un punto e finalmente ho visto che cos’è un parto naturale. A 5 mesi dal mio parto in casa da scellerata, incosciente e senza testa sono più viva che mai, felice con i miei bimbi e non perché sono una miracolata ma semplicemente perché i bambini sanno nascere e le complicazioni post parto non sono dovute al luogo di espulsione.

AMINa ODV

La nostra missione è quella di promuovere un parto consapevole, rispettato e positivo in Italia e nel mondo. Partiamo dal presupposto che al momento molte donne sono vittime di violenza ostetrica, oppure mancano di accesso ai servizi di assistenza di base. Attraverso attività di sensibilizzazione e di cooperazione allo sviluppo, AMINa mira a promuovere una diversa cultura del parto, che valorizzi le differenze e consideri partoriente e nascituro come soggetti e non come oggetti dell’azione.

Immaginiamo un mondo in cui il parto venga affrontato con la giusta consapevolezza e possa essere un momento positivo e trasformativo per la partoriente ed il nascituro. Un mondo in cui la vita ed il venire al mondo vengano valorizzati, così come il rispetto delle diversità e del percorso di vita di ognuna/o.

Crediamo che la diversità sia una ricchezza; crediamo nelle doti innate della partoriente e del nascituro nel momento del parto; crediamo che questo debba essere affiancato dalle opportunità offerte dalla medicina e che la nascita dovrebbe essere al centro di ogni agenda politica poiché riguarda l’intera umanità e non dev’essere relegata al solo universo femminile. Crediamo che il parto possa essere una straordinaria esperienza trasformativa.

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