Ti racconto il mio parto #13

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Olimpia Virginia è arrivata la notte di Natale alle 2.19 ma la nostra storia comincia da molto prima, 11 anni fa, prima ancora di mettere al mondo la mia primogenita Sofia. Olimpia sa di rinascita, sa di un cerchio che si chiude, sa di riscatto ma sa anche di sofferenza, è saggezza e tenacia, è consapevolezza e amore.

È la vigilia di Natale e ho una sensazione strana, ho sperato tutta la gravidanza non nascesse proprio a Natale per non dovermi “inventare” cosa fare con gli altri 3 miei bimbi, ma sento che è arrivato il nostro momento e che lei sta per venire al mondo. Sono combattuta fino all’ultimo momento se vestirmi e andare con i bambini a fare la vigilia a casa della nonna, ma alle 19 arriva una contrazione decisa, diversa dalle altre. Faccio un respiro profondo, parlo con i bambini e gli spiego che la mamma è meglio rimanga a casa perchè forse la sorellina vuole nascere. Sono sola in casa, mi metto a letto a riposare, verso le 21 vado nella vasca da bagno e li comincia qualche contrazione irregolare e lontana. Alle 22 45 decido di avvisare l’ostetrica, ma sono serena e le dico di non preoccuparsi, così decidiamo di riaggiornarci dopo una mezz’ora. In casa tutto è pronto. Io e mio marito abbiamo allestito una vera e propria stanza da parto in salotto.. c’è la piscina posizionata, un tavolo con tutto l’occorrente per le ostetriche, la mia palla, cuscini e coperte a terra, una fascia attaccata alla porta per potermi dondolare. Siamo solo io e mio marito nella magia della notte di Natale, in penombra, con solo la luce della televisione che trasmette una melodia rilassante.. tra una contrazione e l’altra chiacchieriamo e fantastichiamo su quello che sta per succedere. Lui sempre presente silenziosamente, sempre pronto a qualsiasi mia esigenza ancora prima che io chieda. Alle 23.45 arriva la mia ostetrica Martina che mi ha assistito anche per la nascita della mia terza bimba Azzurra. Mi visita e sono di 2/3 cm. Mia cognata intanto mi avvisa che verso mezzanotte rincaseranno i bimbi dopo aver scartato i regali così avverto le mie sorelle di cominciare a venire per sorvegliare i bimbi mentre dormono. Io a mezzanotte per non farmi vedere da loro mi infilo nuovamente nella vasca da bagno. Le contrazioni sono irregolari ogni 6/7/8 minuti ma sono forti, decise e potenti, infatti ho bisogno di vocalizzare.. intanto i bambini dormono beati e si respira davvero un’aria di pace. Tra una contrazione e l’altra rido e chiacchero con le ostetriche e mio marito ma riesco anche a riposare.

All’una e 45 la piscina in sala è piena di acqua calda così decido di cambiare situazione ed entrarci dentro.
Mio marito già posizionato con una sedia davanti a me, sa che avrò bisogno di lui. Mi immergo e alla prima contrazione sento quasi un senso di benessere e un clamoroso: “STOCK!”..
Chiamo l’ostetrica e le dico: “Marti mi sa tanto che si sono rotte le acque”.. Martina sa che come in tutti gli altri parti quando mi si rompono le acque è il momento. Sorrido, sono serena, quasi troppo tranquilla. Sento Olimpia incanalarsi, la sento scendere sempre di più, l’istinto di spingere è potentissimo e alle 2 19 è fra le mie braccia, mi guarda con un’intensità disarmante, è amore, è la mia rinascita.

Qualche minuto prima della nascita riesce ad arrivare la mia amica di infanzia Martina Ghionna ad immortalare questa magia con questi scatti stupendi, e lo fa in punta di piedi, quasi senza far sentire la sua presenza e che dire? È una fotografa eccezionale.. 🤍

Non finirò mai di ringraziare tutte le persone che hanno fatto parte di questo viaggio.. Sono immensamente grata alla vita 🌿

AMINa ODV

La nostra missione è quella di promuovere un parto consapevole, rispettato e positivo in Italia e nel mondo. Partiamo dal presupposto che al momento molte donne sono vittime di violenza ostetrica, oppure mancano di accesso ai servizi di assistenza di base. Attraverso attività di sensibilizzazione e di cooperazione allo sviluppo, AMINa mira a promuovere una diversa cultura del parto, che valorizzi le differenze e consideri partoriente e nascituro come soggetti e non come oggetti dell’azione.

Immaginiamo un mondo in cui il parto venga affrontato con la giusta consapevolezza e possa essere un momento positivo e trasformativo per la partoriente ed il nascituro. Un mondo in cui la vita ed il venire al mondo vengano valorizzati, così come il rispetto delle diversità e del percorso di vita di ognuna/o.

Crediamo che la diversità sia una ricchezza; crediamo nelle doti innate della partoriente e del nascituro nel momento del parto; crediamo che questo debba essere affiancato dalle opportunità offerte dalla medicina e che la nascita dovrebbe essere al centro di ogni agenda politica poiché riguarda l’intera umanità e non dev’essere relegata al solo universo femminile. Crediamo che il parto possa essere una straordinaria esperienza trasformativa.

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